Smentita di Elena Gigli, campionessa olimpica, al giornalista del Giornale.it

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“Classico esempio di come un giornalista possa strumentalizzare le parole dell’intervistato per portare avanti la propria battaglia personale.

“ Sono una vittima della fatica…”

Comincio dal titolo e subito mi dissocio. Caro giornalista, la fatica era la mia migliore amica. Senza fatica un’atleta non migliora. Senza fatica non si ottengono risultati. Per me un allenamento senza fatica non era un allenamento. Per quanto mi riguarda, la sofferenza è derivata da una problematica di tipo posturale. Era su quello che l’intervista dal lato mio verteva. Nel rispetto delle professioni e dei professionisti con cui ho lavorato negli anni di attività, ho risolto alcuni problemi che mi portavo dietro da tempo e che non erano di competenza della medicina. Il giornalista ha trovato un articolo sul web dove testimoniavo la soluzione a questi problemi avulsi alla medicina quindi nel rispetto di tutti, mi ha contattata in merito a quella stessa testimonianza e ha strumentalizzato poi a suo favore. Mai mi sono sentita vittima della fatica. Ho sofferto per molto tempo, perché il mio problema non veniva inquadrato e portava con se sintomi molto fastidiosi, ma la mia sofferenza è un puntino all’interno della mia carriera agonistica che è stata il viaggio più bello che potessi affrontare.

A tutti i “ genitori all’oscuro dei rischi “ che vorrebbero avvicinare i propri figli alla pallanuoto voglio dire una cosa. I vostri figli correranno si dei rischi: il rischio di divertirsi, di stringere amicizie che dureranno una vita, il rischio di crescere in un ambiente sano, di conoscere il significato della parola disciplina, il rischio di formare il proprio carattere grazie alle relazioni che impareranno a tessere con i propri compagni di squadra, il rischio di imparare a rispettare chi indossa una divisa diversa dalla propria, di gioire per una vittoria e di imparare da una sconfitta. Per quanto riguarda il fatto che lo sport praticato ai massimi livelli possa avere ripercussioni sul fisico degli atleti non mi sono inventata niente, ma non è mia competenza parlare di questo, il giornalista potrà certamente chiedere agli esperti del settore evitando di fare del terrorismo psicologico. Tra tutti i miei colleghi pallanuotisti, quanti possono affermare di non aver mai avuto un dolore o un problema alla spalla usata per tirare? E’ questo il motivo per cui un bambino non dovrebbe avvicinarsi alla pallanuoto? Il mio disappunto deriva dal fatto che persone che dovrebbero informare e pubblicare la verità si lasciano trascinare dalla voglia di stupire e attrarre i lettori con titoli pomposi e drammatici, e strumentalizzano le esperienze altrui per i propri interessi.”

ELENA GIGLI

Di seguito il link all’articolo insensato:

http://www.ilgiornale.it/news/sono-vittima-fatica-i-genitori-alloscuro-dei-rischi-1431025.html 

Staff OG

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