La lentezza delle istituzioni e gli interrogativi inevasi dei cittadini – News dal Comitato OG-ORG del 25 giugno 2017


Il Comitato di cittadini, centinaia di cittadini, nato per sostenere, promuovere e tutelare il Biomeccanismo Posturale OG di Maurizio Formia scrive quanto segue:

La lentezza delle istituzioni e gli interrogativi inevasi dei cittadini.

Quello che sta accadendo al Comitato OG e a tutte le persone direttamente e indirettamente interessante ci riporta inevitabilmente al cospetto di una domanda tanto fondamentale quanto inevitabile: a cosa servono le istituzioni se non a tutelare lo sviluppo e il benessere dei cittadini?

Non parliamo in questo caso di istituzioni qualsiasi né tantomeno di associazioni di categoria. Parliamo del sistema sanitario nazionale e di quello giuridico, delle loro lacune e vuoti amministrativi e giuridici e delle conseguenze generate dalla loro inoperosità .

Nel nostro caso quello che ci è accaduto si avvicina, senza esagerare, all’inverosimile.

Tutto inizia con la scoperta di un meccanismo che regola l’equilibrio della postura umana secondo i principi che regolano la fisica delle cose terrene e quindi anche del corpo umano:

il Meccanismo che sostiene corpo e psiche contenuto in un libro pubblicato da Formia Maurizio nel 2009 ma pubblicato sul web fin dal 2001.
Una scoperta regolata non dalle leggi della medicina tradizionale (che resta una autonoma e lontana da un meccanismo posturale come questo scoperto da Formia) quanto invece dall’arte musicale e dalla biomeccanica a cui ogni essere vivente è, vivendo sulla terra, sottoposto.

Tale scoperta è andata poi via via concretizzandosi con l’invenzione del Biomeccanismo Posturale OG, invententato dal suo stesso scopritore, Maurizio Formia.

Da subito nel rispetto degli organismi nazionali e nel desiderio di condividere tale scoperta al fine di istituzionalizzarla, nel 2011 è stata sottoposta da centinaia di cittadini che avevano letto le pubblicazioni di Formia o che avevano provato autonomamente la sua invenzione, all’attenzione della Presidenza della Repubblica e del Ministero della Salute, domanda a cui queste centinaia di persone poi riunitesi in un gruppo e creando un comitato di cittadini (Comitato per la Promozione e la Tutela del Biomeccanismo Posturale OG – www.comitato-og.org) non ha mai ricevuto risposta.

Come spesso accade in Italia (dispiace dirlo ma corrisponde a verità) i buoni auspici si trasformano in problemi veri e propri.

Senza alcun preavviso giunge a carico del sig. Maurizio Formia una denuncia dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi) e dell’Associazione Odontoiatri Italiani (AIO) per esercizio abusivo della professione medica.
In questo paese troppo spesso i denuncianti diventano denunciati. Un paradosso tutto italiano, purtroppo.

Denuncia inaspettata oltreché illegittima perché la POSTURA e il suo trattamento non sono medicina in quanto la materia stessa non è disciplinata come tale.
Per questa ragione non avevamo ricevuto risposta nel 2011?

I Quaderni del Ministero della Salute del febbraio 2011 confermano proprio questo: “non si possono attuare cure odontoiatriche volte alla correzione dei disordini posturali”….”mancano prove scientifiche certe”.

L’attività di Formia Maurizio ha inizio proprio dopo aver preso atto di quanto scritto pocanzi e per rimediare agli errori commessi da chi aveva provato a far di testa sua, unicamente leggendo il suo libro e le sue pubblicazioni, fallendo e screditandolo sul web e agli occhi anche delle istituzioni.

Le indagini dei reparti competenti (primavera 2013) sono portate avanti 6 mesi con una proroga di altri 6 mesi e come se non bastasse a fine 2013 sono stati sequestrati i locali dove veniva praticato il Trattamento OG (si approfondisca con la lettera al Presidente della Repubblica del 2014), trattamento dal quale intanto centinaia di persone, documentabili con testimonianze, a fronte di pochi che lo screditavano e che spesso non avevano mai incontrato personalmente Formia Maurizio, avevano avuto benefici sulla postura e non solo.

Non sempre però quello che accade per danno porta sventura: quella che doveva essere un’indagine per far chiarezza ha svelato da parte dei denuncianti scarsa professionalità e palese malafede: la perizia del CTU del giudice fu copiata dal sito di un dentista (di cui omettiamo giustamente indirizzo web e il nome) che figurava all’interno della denuncia stessa.
Non ne conosciamo la ragione ma siamo certi che, non essendo disciplinato come medicina il trattamento della postura e tantomeno disciplinato come cura odontoiatrica, era impossibile per il perito CTU trovare documentazione a suffragio delle sue tesi che peraltro erano e rimangono tesi sperimentali.

Sembra strano ma anche nei tribunali e tra periti di stato il copia/incolla è una pratica diffusa.

Ovviamente, denunciato il perito, abbiamo prima ottenuto il dissequestro dei locali e successivamente ottenuto richiesta di archiviazione a cui una delle due associazioni denuncianti (per l’esattezza l’ANDI) forse per orgoglio, forse per non perdere la faccia, si oppose.

L’AIO si sfilò dal processo percependo che le argomentazioni per la condanna iniziavano a decadere come birilli, del resto, l’Odontoiatra non è laureato in medicina.

Col passare del tempo la questione è diventata internazionale e come se fosse una guerra aziendale nella quale si difendono i profitti, l’Ordine dei Medici decide di inserirsi dicendosi danneggiato anche per concorrenza sleale.

E’ più che legittimo per chiunque si trovi a leggere questa cronistoria chiedersi per quale motivo si passi da esercizio abusivo della professione medica a concorrenza sleale per una materia che non si poneva in contrasto nè tantomeno in continuità con la medicina.

Tale intrusione nel procedimento porta alla richiesta da parte di Andi e Ordine dei Medici dell’avocatura del fascicolo alla Procura Generale di Torino, avocato poi nella primavera del 2016.
Un mese dopo la Procura Generale si esprime favorevolmente per l’archiviazione.

Sembra un inizio di distensione ma il GIP dell’incidente probatorio rigetta la richiesta della stessa Procura Generale (solo in Italia può accadere un simile scontro all’ìnterno delle stesse istituzioni) avanzando, alla pari di un reato mafioso, un’imputazione coatta.

Avete letto bene.

Immancabilmente come in ogni accadimento di un certo rilievo mediatico non poteva mancare l’interesse della stampa che, lungi dal rispettare lo scopo informativo, ha iniziato a riportare notizie diffamatorie nei confronti del Sig. Formia Maurizio col chiaro intento di screditarne la reputazione.
Il barbaro “meccanismo tritatutto” della stampa italiana pur di interessare il pubblico come se fossero ad uno spettacolo di teatro, ha cercato di far passare il Sig. Formia per un’impostore, un uomo che giocava con la salute delle persone ignorando però che non si trattava né di medicina, né di terapie, né tantomeno di cura ma soltanto di trattamento della postura, un concetto in comune con tante altre discipline. Un concetto di proprietà dell’umanità e non di una sola disciplina e, oltretutto, nemmeno disciplinato e giuridicamente riconosciuto.

Attenzione che dire che la postura non è disciplina della medicina può essere a tutela e a vantaggio anche del medico perchè se il medico viene chiamato a rispondere per un problema posturale ipoteticamente cagionato ad un paziente, non avrà alcuna responsabilità conseguente dell’ipotetico danno cagionato. Questa dovrebbe essere la verita, eppure, per denunciare Formia i disordini posturali sono diventati come per magia medicina e cure odontoiatriche.

Nonostante la vicenda rasenti l’assurdo i nostri legali hanno promesso battaglia dopo la prima udienza avvenuta appena 3 mesi fa, nel marzo 2017.
Abbiamo chiesto perfino l’intervento del Ministro della Salute Lorenzin affinchè faccia chiarezza sul quesito posto nel 2011 al suo Ministero e chiarisca una volta e per tutte che la postura non è disciplinata in medicina.

Scopo del nostro articolo è segnalarvi, anche, che l’udienza fissata per il 28 di giugno prossimo, è stata rinviata ulteriormente. Ad ottobre.
Sono passati ormai oltre quattro anni e non tre come erroneamente hanno scritto i giornali.
Senza nulla togliere al merito del rinvio, registriamo l’ennesima perdita di tempo e la nostra/vostra attesa per avere Giustizia e Verità si allontana ulteriormente.

25 giugno 2017 – Comitato OG

www.comitato-og.org

admin@comitato-og.org

di seguito il link all’articolo originale:

http://www.comitato-og.org/blog/index.php/2017/06/25/la-lentezza-delle-istituzioni-e-gli-interrogativi-inevasi-dei-cittadini/ 

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